Il Provvedimento direttoriale prot. n.112426 del 15 giugno 2017 – nuovo modello dal 12 settembre 2017Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate prot n.112426 del 15 giugno 2017,  l’Agenzia dell’Entrate ha stabilito che il nuovo modello telematico (emanato con provvedimento del 27 dicembre 2016 e  in vigore dal 23 gennaio 2017) venga sostituito da una nuova versione che entrerà in vigore il 12 settembre 2017.

La nuova versione comprende alcune modifiche dovute alla necessità di correggere errori contenuti nella prima versione o fare integrazioni per normative introdotte recentemente (es. art.24 bis TUIR inserito ad opera della Legge di Bilancio 2017 che consente alle persone fisiche che intendono trasferire la propria residenza in Italia di “optare per l’assoggettamento all’imposta sostitutiva”).

Ricapitolando dunque, per le successioni apertesi dal 3 ottobre 2006 in poi:

  • Dal 23 gennaio 2017 al 11 settembre 2017 – possibilità di utilizzare  il nuovo modello (27.12.16) o il vecchio modello 4;
  • Dal 12 settembre 2017 al 31 dicembre 2017 – possibilità di utilizzare  il nuovo modello (15.06.17) o il vecchio modello 4;
  • Dal 1 gennaio 2018 possibilità di utilizzare solo il nuovo modello (15.06.17)

Naturalmente le differenze sono piccole e limitate ad alcuni passaggi di ogni quadro ma non per questo meno essenziali. La struttura del modello rimane la stessa già pubblicata in data 27 dicembre 2016 ma vengono inserite alcune caselle di compilazione aggiuntive.

Analizzando le differenze tra le due versioni di modello quadro per quadro si può iniziare riscontrando le difformità del frontespizio.

Già nella prima parte del frontespizio, dedicata a “Tipo di dichiarazione” sotto il profilo della devoluzione dell’eredità viene aggiunta, oltre alla scelta tra devoluzione per legge e per testamento, anche l’indicazione Legge Estera.

L’aggiunta Legge Estera è stata effettuata per dare la possibilità al contribuente di indicare se, in caso di successione legittima, si vuole dar corso ad una devoluzione diversa da quella

prevista dalla legge Italiana, in applicazione del Regolamento UE 650/2012 relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e all’accettazione e all’esecuzione degli atti pubblici in materia di successioni.

In base agli articoli 21 e 22 del suddetto Regolamento, infatti, entrato in vigore il 17 agosto 2015, la legge applicabile alle successioni europee è, in genere, quella del paese in cui il defunto aveva la residenza abituale al momento della morte ovvero, dietro specifica scelta prima del decesso del de cuius, quella del suo paese di origine.

La casella dunque ha lo scopo di “informare” l’Agenzia della corretta devoluzione delle quote (magari diversa dalla legge italiana), così da permettere la corretta liquidazione delle imposte dovute in Italia (in caso di residenza estera ovviamente limitate ai beni effettivamente insistenti sul territorio italiano).

Una seconda modifica al modello, inserita per l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2017, chiede di indicare la Data opzione art. 24-bis TUIR, ovvero la data di decorrenza dell’esercizio di opzione per usufruire del regime agevolato previsto dalla Legge 11 dicembre 2016, n. 232, comma 158 (Legge di bilancio 2017), secondo cui per le successioni aperte nei periodi di validità dell’opzione prevista dall’art. 24-bis del TUIR, l’imposta sulle successioni è dovuta limitatamente ai beni e diritti esistenti in Italia al momento della successione.

L’opzione, peraltro, deve essere stata esercitata dal dante causa (de cuius), che può aver esteso i suoi effetti, ai sensi del comma 6 dell’art. 24-bis del TUIR, anche ai suoi familiari di cui all’art. 433 del codice civile.

 

Passando all’esame dei singoli quadri, in relazione al Quadro EA, viene modificata la tabella dei gradi di parentela, integrata con dei codici aggiuntivi che aiutino nella predisposizione dell’albero genealogico e delle singole linee ereditarie. Al codice 05 nonno/a vengono dunque sostituiti i codici 05a  nonno/a ramo paterno e 05b nonno/a ramo materno e così via, in modo tale da facilitare anche in base ai codici utilizzati la creazione del corretto albero genealogico (allegato obbligatorio da inserire in successione con codice EG6 e necessario al legislatore per capire la corretta imputazione delle singole quote ereditarie).

Anche i quadri dell’attivo ereditario(EB, EC, EL, EM, EN, EO, EP, EQ, ER) hanno subito alcune modifiche, alcune comuni a tutti i quadri, altre specifiche.

In tutti i quadri è stato inserito un nuovo campo, non presente nella precedente versione del modello recante “Valore precedenti successioni, riduzioni art.25, comma 1”

 

Se la successione è aperta entro 5 anni da altra successione avente ad oggetto lo stesso bene o parte di esso, nel campo occorre indicarne il valore, che sarà poi collegato al relativo codice in ragione degli anni trascorsi dalla precedente successione (da 1 a 5 come si è visto) da inserire nella sezione devoluzione

Il valore è infatti necessario per capire a quali importi applicare la riduzione concessa per le doppie successioni intraquinquennali sugli stessi cespiti.

Questo l’esempio fornito dalle istruzioni per chiarire l’applicazione della riduzione (valida per tutti i cespiti attivi, immobiliari e mobiliari, e quindi presente in tutti i quadri)

Esempio

(1° successione: de cuius, coniuge ed un figlio; immobile in comproprietà al 50% tra i coniugi):

  • L’immobile che cade in successione (attuale successione) è del valore di 75.000 euro (campo valore);
  • Solo il 50% dell’immobile è caduto in successione nei cinque anni precedenti (1° successione), in quanto del restante 50% ne era già proprietario il coniuge superstite (valore caduto nella 1° successione era di 50.000 euro);
  • Quindi, dopo la 1° successione il 75% dell’immobile risulta di proprietà del coniuge superstite, mentre il 25% del figlio.
  • Oggetto dell’attuale successione è il 75% dell’immobile, corrispondente alla quota di proprietà del coniuge (50% già di proprietà + 25% quota devoluta al coniuge nella 1° successione);
  • Nel campo va indicato il valore dell’immobile corrispondente alla quota che è stata oggetto della 1° successione (25.000 euro).

Sussistono infine alcune differenze specifiche nei singoli quadri.

In particolare nel quadro EB relativo agli immobili censiti al catasto terreni si riscontra la sostituzione della tabella Allegato 3 che reca i codici natura dei terreni.

La nuova tabella contiene infatti una semplificazione dovuta all’eliminazione di due codici nello specifico: il codice Q – porzione di fabbricato in corso di costruzione e il codice T – porzione di immobile in corso di costruzione

Sempre in riferimento ai terreni (nello specifico agricoli e montani), è stata inserita una nuova agevolazione da inserire in devoluzione, con le stesse modalità già viste per le altre agevolazioni, con il codice B.

In detta agevolazione rientrano i terreni agricoli o montani per i quali il totale delle imposte ipotecarie e catastali calcolate in misura fissa su di essi eccedono il totale del loro valore fiscale; in tal caso l’agevolazione permette di pagare le imposte ipocatastali secondo il minor valore tra il totale delle imposte ipotecaria e catastale applicate in misura fissa sui terreni e il totale del loro valore

In riferimento al quadro EC, ed in particolare ai fabbricati abitativi e pertinenziali per cui è possibile richiedere la agevolazione prima casa è stato inserito un nuovo codice agevolazione, da aggiungere ai codici P (prima casa) X (pertinenza di prima casa) e Y (pertinenza di prima casa già in possesso dell’erede). Il codice Z deve infatti essere utilizzato in caso la richiesta di agevolazione Prima Casa, come in effetti concesso dal legislatore fiscale,  riguardi unità immobiliari contigue destinate a costituire un’unica unità abitativa.

In tal caso colui che richiede la agevolazione prima casa su due unità immobiliari contigue dovrà dichiarare nell’autocertificazione allegata come documento nel quadro EG (se non è anche il dichiarante della successione ) o nell’autocertificazione resa nel quadro EH (se è il dichiarante della successione ) il possesso dei requisiti ed in particolare di impegnarsi “ad unire catastalmente gli immobili contigui, entro il termine di tre anni dalla presentazione della dichiarazione, al fine di costituire un’unica unità abitativa”

Comune poi ai quadri immobiliari l’inserimento di una tabella, che non cambia nulla di fatto all’interno del modello, ma che semplifica l’interpretazione del singolo diritto riscontrato in catasto o nel titolo d’acquisto. La tabella infatti ha lo scopo di ricondurre ai diritti reali definiti nel codice civile tutte le intestazioni previste in catasto.

La tabella di cd. Conversione diritti permette la transizione dei titoli presenti in visura catastale nei diritti codificati in successione (es. da livellario o colono a enfiteuta per far l’esempio più tipico di conversione).

Un’ultima differenza riscontrabile nella nuova versione del modello, infine, riguarda il quadro di riepilogo della liquidazione delle imposte da auto liquidarsi, integrata per accogliere le novità di questa nuova versione del modello telematico. Sono state infatti aggiunte al riepilogo che permette il calcolo delle imposte ipotecaria e catastale quattro nuovi righi, due collegati all’imposta ipotecaria e due all’imposta catastale:

– EF2-bis  – Valore complessivo quote relative ad immobili con agevolazione B

– EF3-bis  – Valore complessivo quote di beni conferiti in trust in favore di persone con disabilità

– EF9-bis  – Valore complessivo quote relative ad immobili con agevolazione B

– EF10-bis – Valore complessivo quote di beni conferiti in trust in favore di persone con disabilità

Con questa modifica è dunque possibile inserire gli immobili agevolati con codice B (agevolazione che permette di pagare le imposte ipocatastali secondo il minor valore tra il totale delle imposte ipotecaria e catastale applicate in misura fissa sui terreni e il totale del loro valore) ed il valore complessivo degli immobili conferiti in trust in favore esclusivamente delle persone con disabilità grave come definita dall’art. 3, comma 3 della legge 5 febbraio1992, n.104, e accertata con le modalità di cui all’art. 4 della medesima legge. Per essi si indica quindi l’imposta ipotecaria e catastale in misura fissa indipendentemente dal numero degli immobili

Naturalmente questo è il primo aggiornamento di un modello e delle sue istruzioni che necessitano ancora di interventi per risolvere le problematiche riscontrate in questi primi mesi di applicazione.

Quel che è certo è che la rivoluzione più importante è quella intervenuta con la sostituzione del modello 4 con questo nuovo modello telematico; le modifiche che interverranno nei prossimi mesi e anni, se vi saranno, saranno come questa di piccola entità. È bene comunque fare attenzione all’uscita di eventuali aggiornamenti e modifiche da parte della Agenzia delle Entrate.

Nel navigare comunque tra le difficoltà che il nuovo modello ci impone di affrontare comunque, due sono i punti fermi da cui, ogni volta che abbiamo un dubbio di compilazione/imputazione dati, cespiti e diritti, dobbiamo partire: questa riforma non ha modificato né le norme giuridiche (il codice civile), né le norme fiscali (il TU 346/90, il TU 347/90 e le altre norme fiscali collegate), bensì solo lo strumento di imputazione dei dati, appunto il nuovo modello telematico.